La diagnostica e la cura – due lati della stessa medaglia.
negli ultimi mi occupo di diagnostica a Biorisonanza.
Il metodo con cui lavoro attualmente si chiama Test di Risonanza Vegetativa (VRT – Vegetative Resonance Test) secondo Schimmel. Questa diagnostica viene eseguita su apparecchi DeVita-D e DeVita Professional, prodotti dalla DETA ELIS Holding.
Ma parliamo ora che tipo di metodo sia così interessante e perché ci siano ancora molte discussioni. Ecco, leggo le recensioni: qualcuno ne è entusiasta, altri lo considerano una bufala. Parliamone.
Qui valgono le leggi della fisica, è qualcosa che si studia a scuola. Tutto in natura emette oscillazioni elettromagnetiche. Sì, lo sappiamo tutti, è una verità nota da molto tempo. E la nostra galassia, il Sole, la Terra, e tutti gli esseri viventi. Cioè anche gli oggetti inanimati. Se c’è solo movimento degli elettroni, naturalmente si verificano anche oscillazioni elettromagnetiche.
Un essere vivente non fa eccezione. Le sue cellule, organi, sistemi e persino, cosa più interessante, la patologia presente nell’organismo, le malattie, i processi infiammatori, i tumori sono anch’essi fonti di emissione elettromagnetica estremamente debole.
Il Test di Risonanza Vegetativa non è nato dal nulla. Ha una storia molto lunga. È una fusione di pratiche di medicina cinese, i medici cinesi che si occupavano di agopuntura. Semplicemente due parole. Probabilmente avete sentito parlare di agopuntura. È quando in specifici punti del corpo umano vengono infilate gli aghi.
Questa pratica ha una storia di 5000 anni. I cinesi hanno da tempo capito che il nostro organismo è attraversato da meridiani energetici. E i meridiani, passando attraverso i principali organi del nostro organismo, si chiamano proprio così. C’è il meridiano del fegato, il meridiano del polmone, il meridiano della milza, del pancreas e così via. Ce ne sono 14 meridiani principali.
Questi meridiani energetici hanno uscite sulla superficie della pelle in determinati punti. Questi punti si chiamano punti biologicamente attivi. Ed è proprio in essi che lavorano specialisti di altissimo livello, naturalmente, perché in Cina la medicina e la sua pratica si tramandano di generazione in generazione da padre in figlio. Questi aghi vengono infilati proprio nei punti biologicamente attivi in uscita dai meridiani sulla pelle.
Cosa è successo quando questa metodica ha interessato Reinhold Voll? Poiché era europeo, naturalmente lo interessava se questi punti potessero essere misurati in termini di ampiezza di corrente elettrica che li attraversa. In pratica, ciò che attraversa quei punti sono correnti deboli, era chiaro. Ma era possibile misurarle?
Negli anni ’50, il medico tedesco Reinhold Voll unì la sua formazione medica alla passione per l’elettronica. Notò che la pelle nei punti di agopuntura aveva una resistenza elettrica diversa rispetto al resto del corpo.
Inventò così l’Elettroagopuntura secondo Voll (EAV), usando un dispositivo per misurare i cambiamenti energetici degli organi attraverso i meridiani.
La svolta “accidentale” avvenne durante un test: Voll si accorse che se un paziente teneva in mano un medicinale (omeopatico o chimico), la lettura elettrica del punto cambiava istantaneamente. Da qui nacque l’idea che il corpo potesse “risuonare” o reagire a frequenze esterne.
Così nacque la diagnostica, voi forse avete già sentito parlare della diagnostica secondo Voll. Ma a lui toccava, steso il paziente sul lettino in mutanda, misurare, cioè appoggiare una sonda su punti specifici, il numero standard di punti di agopuntura è 361.
Questi punti sono distribuiti lungo i 14 meridiani principali (i canali energetici del corpo). Tuttavia, la mappa è più complessa di quanto sembri:
Oltre ai 361 classici, esistono centinaia di altri punti che non appartengono ai meridiani principali – punti “straordinari”.
Se consideriamo l’auricoloterapia (orecchio) o la riflessologia plantare, si aggiungono altri centinaia di punti specifici – Sistemi riflessi.
Punti “Ashi” sono punti temporanei che diventano “attivi” solo in presenza di dolore o tensione.
In totale, tra punti codificati e varianti, si può arrivare a contare oltre 2.000 punti biologicamente attivi.
La metodologia era interessante, efficace: si poteva capire esattamente da quale meridiano l’energia passava poco o passava molto intensamente, ma era molto pesante sia per il medico, che doveva memorizzare tutti questi punti, sia per il paziente.
e lui propose una metodologia di lavoro con un solo punto, e nel database del computer vengono caricati tutti gli organi e i sistemi.
Un fisico e medico tedesco Helmut Schimmel, allievo di Voll, trovava l’Elettroagopuntura originale troppo lenta e complessa (richiedeva la misurazione di centinaia di punti). Negli anni ’70, semplificò drasticamente il processo creando il VEGATEST.
L’intuizione di Schimmel fu che non era necessario testare ogni singolo meridiano: bastava un unico punto di agopuntura stabile (spesso sulla mano) usato come “finestra” o antenna. Invece di cercare il punto malato, Schimmel inseriva nel circuito elettrico delle fiale test (filtri) contenenti frequenze di organi o sostanze.
Se la sostanza inserita nel circuito causava una variazione nella risposta elettrica del punto, significava che il corpo era in “risonanza” con quel problema. Questo trasformò la diagnosi in un dialogo domanda-risposta molto più rapido tra l’operatore e il sistema vegetativo del paziente.
Inoltre va osservato che tali oscillazioni elettromagnetiche, come ho detto, hanno tutti gli esseri viventi. Le stesse oscillazioni elettromagnetiche, diverse, hanno virus, batteri, vermi, protozoi, funghi ecc. Quindi, nel tempo, quando Schimmel ha iniziato a occuparsi di questa questione, sono state già studiate, misurate e registrate le frequenze di tutti gli organismi patogeni esistenti in natura.
Nel database di questo apparecchio esistono oltre molte varietà di virus. Cioè, capite che nessun esame può consistere in 200 ricerche: una persona non sarebbe in grado di pagare tali prezzi per esaminarsi per tutte le infezioni virali conosciute che potrebbero essere presenti. Di solito il medico prescrive l’esame per uno, due o tre tipi di virus, e anche questo costa parecchio.
La transizione dalle fiale fisiche al digitale è avvenuta tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, con l’evoluzione del sistema Vegatest verso versioni computerizzate.
Ecco come è avvenuto il passaggio tecnologico:
- Come hanno misurato e registrato le frequenze
Il principio teorico utilizzato dai seguaci di Voll e Schimmel è che ogni sostanza emetta un campo elettromagnetico ultra-debole con una frequenza specifica. Per digitalizzarle:
Campionamento: Le frequenze contenute nelle fiale originali sono state lette tramite sensori ad alta sensibilità e convertite in segnali elettrici.
Digitalizzazione: Questi segnali sono stati trasformati in codici binari (0 e 1) e memorizzati in database software, proprio come avviene per la registrazione di un file audio.
Emissione: Durante il test, il computer non usa una fiala vera, ma invia al paziente il segnale digitale corrispondente tramite un generatore di frequenze collegato agli elettrodi. - Quando hanno smesso di usare le fiale
L’uso delle fiale fisiche non è mai scomparso del tutto (alcuni puristi le usano ancora nel “nido d’ape” o honeycomb dell’apparecchio), ma il passaggio al digitale è diventato lo standard intorno al 1990-1995.
Il vantaggio: Un medico doveva trasportare valigette con migliaia di fiale di vetro fragili. Con il computer, è possibile testare migliaia di sostanze (alimenti, pollini, organi, farmaci) cliccando semplicemente su un database.
L’evoluzione: Oggi sistemi come il Vegatest Expert 752 o i software di biorisonanza integrano tutto all’interno di una memoria digitale, eliminando la necessità del supporto fisico.
È importante ricordare che, mentre la tecnica di misurazione elettrica della pelle è reale, la capacità di queste frequenze digitali di diagnosticare malattie non è riconosciuta dalla scienza medica ufficiale. Nonostante ciò in Germania ci sono più specialiti di questo settore, in Svizzera questa diagnosi e la terapia di biorisonanza sono detraibili dalle tasse da alcuni Assicurazioni Mediche.
Detto questo, questa diagnostica, il Test di Risonanza Vegetativa (VRT), è stata perfezionata negli anni.
Come avviene questo test?
La durata di una seduta dipende dalla quantità delle ricerche, può durare un ora e anche molto di più.
È un processo indolore e non invasivo che si svolge seguendo questi passaggi:
- Preparazione
Ti siedi comodamente e tieni in una mano un elettrodo di ottone. Questo manipolo è collegato al macchinario. L’operatore tiene invece un puntale, una sorta di penna metallica. - Ricerca del Punto di Misurazione
L’operatore cerca sulla tua mano libera il punto di misurazione ideale. Esercita una leggera pressione con il puntale per chiudere il circuito elettrico a bassa tensione. Il macchinario emette un segnale acustico o mostra su un display un valore di base. - Il Dialogo Digitale (Domanda-Risposta)
Qui inizia il test vero e proprio ideato da Schimmel:
La Domanda: L’operatore seleziona dal software o da una tastiera del device una frequenza digitale (ad esempio, quella del glutine, di un polline o di un organo specifico).
La Risposta: Il macchinario invia quella frequenza molto debole nel circuito che attraversa il tuo corpo. Se il tuo sistema nervoso vegetativo reagisce a quella sostanza, la resistenza elettrica della pelle cambia istantaneamente.
Il Segnale: Vedrai l’ago dello strumento muoversi in un modo preciso o sentirai il tono acustico cambiare. Quel salto indica una risonanza, ovvero uno squilibrio legato a quella specifica sostanza. - E’ possibile fare un Test dei Rimedi
Una volta individuati i punti deboli (es. un’intolleranza o una stanchezza epatica), l’operatore “interroga” il sistema per trovare il rimedio. Inserisce nel circuito frequenze di prodotti omeopatici o fitoterapici finché non ne trova uno che riporta il valore alla normalità, “pareggiando” lo squilibrio rilevato prima. - Report Finale
Al termine, il software genera un elenco delle sostanze a cui sei risultato sensibile e suggerisce una strategia di riequilibrio (dieta o integrazione).
Quali sono i limiti di attendibilità segnalati dai medici?
L’Effetto Operatore
Il test è considerato “operatore-dipendente” – la sua manualità influenzano il risultato. Non essendo un esame automatizzato (come un’analisi del sangue in laboratorio), la preparazione del operatore gioca un ruolo troppo grande nella determinazione del valore finale.
Stato Legale e Diagnosi
In molti paesi, tra cui l’Italia, questi test non hanno valore diagnostico legale. Possono essere usati come “supporto” o per orientamento energetico, ma non possono sostituire le analisi cliniche ufficiali per diagnosticare malattie o allergie.
Riepilogando
La biorisonanza è un approccio che vede il corpo come un sistema di segnali, frequenze e bilanciamento. Secondo questa visione, organismi e ambiente comunicano attraverso onde sottili, e l’energia vitale è una risorsa vivente che può essere ascoltata e guidata.
Non si tratta di magia, ma di una cornice che aiuta a mettere a fuoco cosa merita attenzione nel percorso di salute.
Per la diagnostica o il test, la biorisonanza propone una lettura orientata al benessere: si osserva come il corpo risponde a una presentazione di stimoli specifici, con l’obiettivo di individuare aree dove l’energia è più tesa o meno equilibrata. Questa lettura come una mappa personalizzata delle priorità. Il risultato non è una diagnosi clinica nel senso stretto, ma una traccia utile per decidere quali interventi o pratiche di supporto potrebbero favorire un riequilibrio generale.
Per quanto riguarda la cura, la biorisonanza personale è uno strumento di accompagnamento e possa favorire il ritorno a una condizione di benessere generale, sostenendo la vitalità, la resilienza e la serenità. In questa prospettiva, si invita a prendersi cura di sé in modo olistico: momenti di riposo consapevole, attività fisica dolce, pratiche di respirazione e scelte alimentari semplici ma equilibrate. L’obiettivo è offrire una cornice di sostegno che aiuti la persona a costruire abitudini sane e sostenibili nel tempo.
È utile ricordare che questo è un percorso complementare: funziona meglio come parte di una rete di cure, sempre con la supervisione dei professionisti sanitari di tua fiducia.
La bellezza di questa strada sta nel promuovere una maggiore consapevolezza di sé, un maggiore rispetto per i segnali del corpo e una fiducia prudente nel proprio potenziale di autoguarigione. Chi sceglie la biorisonanza può scoprire segni sottili e trasformarli in azioni concrete.
Non dimentichiamo riposo sufficiente, movimenti quotidiani, esercizio fisico, alimentazione equilibrata, acqua necessaria al corpo, gestione efficace dello stress e relazioni positive.
Quando un VRT segnala uno squilibrio
La medicina ufficiale richiede test validati per confermare o smentire il sospetto. Ecco i principali esami clinici utilizzati per i casi più comuni e come comunicare con il tuo medico ->
